venerdì 5 settembre 2014
mercoledì 11 giugno 2014
Ving Tsun e PNL: Fisiologia, Visualizzazione, Modeling
Ving Tsun e PNL: Fisiologia, Visualizzazione, Modeling
di Simone Pietrobono
Nella pratica del Ving Tsun Kung Fu dovremmo comportarci in modo spontaneo, efficace e reattivo non solo rapidamente ma anche con dinamica precisione e pronti, in qualsiasi momento, all’auto-correzione. Quest’ultima intesa come la capacità di riportarsi da una situazione di svantaggio ad una situazione di vantaggio.
Per arrivare a far questo con la massima precisione, occorre comprendere un principio basico e cardine di tutto il sistema: non si “fa” Ving Tsun. Si “è” Ving Tsun.
Esso deve crescere dentro di noi affinchè i suoi principi possano essere espressi senza regole meccaniche e schematiche.
Nel Ving Tsun l’efficacia spontanea e la reattività del nostro comportamento dovrà essere esplosa con movimenti spontanei. Per questo il suo corretto allenamento avrà lo scopo di rendere naturali i nostri atteggiamenti. Solo così esso cambierà completamente il nostro comportamento ed il nostro modo di pensare e di agire.
Il Ving Tsun Kung Fu è un metodo scientifico di apprendimento e di modellamento.
Esso attua una vera e propria riprogrammazione cinetica del nostro comune modo di agire sotto stress.
La scientificità di questa disciplina sta nel mettere a disposizione gli strumenti necessari di programmazione e modellamento attraverso l’uso corretto della fisiologia e della visualizzazione.
Il Ving Tsun, dunque, interverrà con i propri strumenti sia sulle rappresentazioni mentali che sulla fisiologia utilizzando visualizzazioni, ancoraggi e modellamento.
L’esecuzione dei movimenti nelle forme (fisiologia) dovrà avvenire con la corretta idea del perché stiamo facendo quei movimenti (rappresentazione mentale).
Il sistema mente-corpo è un complesso quanto perfetto circuito attraverso il quale il primo influenza l'altro e viceversa.
Fisiologia ed immagini mentali devono lavorare con logica ed armonica sinergia al fine di centrare la propria congruenza fisico-mentale. Solo così si arriverà a naturalizzare un efficiente comportamento di azione o di risposta alla realtà esterna.
Ecco che le nostre immagini mentali e la nostra fisiologia influenzeranno il nostro comportamento, il quale ci farà porre in essere un certo tipo di azioni che a loro volta influiranno sui nostri risultati.
Prendiamo ad esempio il Tan Sao nella prima forma (Siu Lim Tao). Se facessimo questo movimento con la rappresentazione mentale che esso sia una parata o se lo facessimo con la rappresentazione mentale che stiamo costruendo il nostro pugno avremo due situazioni completamente diverse con un medesimo ed uguale comportamento che scaturirà in un’azione diversa e, di conseguenza, nel raggiungimento di un risultato diverso. La corretta idea deve andare di pari passo con la nostra fisiologia. È per questo che in molti casi il Ving Tsun non funziona. Si allena un movimento con un’immagine mentale non congrua al risultato stesso.
Le forme nel Ving Tsun non sono movimenti standardizzati che simulano un combattimento così come non consistono in applicazioni di tecniche. Sono un’idea. Un principio. Sono un coacervo di rappresentazioni mentali e fisiologiche che hanno lo scopo di naturalizzare un comportamento e condizionare in modo permanente e spontaneo la nostra cinetica. Esse hanno in compito di riprogrammarci.
Il cervello non fa distinzione tra un’esperienza realmente vissuta da una esperienza vividamente immaginata. Per questo le immagini mentali incidono notevolmente su tutti i processi cognitivi e motori. Attribuire un idea sbagliata ad un movimento influenzerà direttamente sul risultato, sia in positivo che in negativo.
Nel Ving Tsun è fondamentale avere la corretta e logica immagine mentale rispetto ai movimenti che si fanno. I risultati dipendono quanto sia connesso e congruo il sistema mente-corpo e, dunque, il collegamento tra immagini mentali e comportamenti.
Se non funziona il Ving Tsun molto probabilmente è perché si è lavorato con un immagine mentale illogica rispetto al movimento ed alla finalità di esso. se accade questo si genererà sicuramente un incogruenza tra immagine mentale e fisiologia con un incidenza negativa sul risultato.
Nel Ving Tsun la corretta congruenza tra immagini mentali e fisiologia deve essere ritrovata innanzitutto nel maestro-guida e fatta propria attraverso quello che in PNL viene definito come Modeling (Modellamento). Il modellamento non è imitare o copiare il comportamento altrui. Posso essere in grado di copiare un movimento o riprodurre meccanicamente una serie di movimenti ma molto probabilmente non sarò in grado di ripeterli in modo efficace all’interno di un combattimento. Il modellamento è la capacità di far proprio un comportamento specifico e naturalizzarlo per poi riprodurlo in modo spontaneo in un infinità di situazioni.
Modellare significa far propria la struttura logica sottesa al movimento e riprodurlo non schematicamente. Il Maestro-guida avrà il compito di dimostrare l’efficacia e la logica del movimento, la sua capacità di ripeterla naturalmente in qualsiasi situazione lo richieda. Egli non dovrà trasferire allo studente la tecnica ma la capacità di naturalizzarla e farla propria. Bruce Lee diceva “non ti sto insegnando nulla. Sto solo aiutandoti ad esplorare te stesso”.
Dunque il modeling è la capacità di rilevare e riprodurre modelli comportamentali raccogliendo contemporaneamente tutte le informazioni relative alla corretta strategia comportamentale messa in atto da un soggetto esterno al fine di ottenere un certo risultato.
È necessario ricercare la logicità della congruenza mente-corpo rispetto al risultato da ottenere. Nel caso del Ving Tsun: la sua efficacia spontanea e precisa in situazioni di forte stress.
Se fate sparring ed uscite fuori da quello che avete visto con le forme significa che state allenando la vostra fisiologia con un’errata rappresentazione mentale. Non siete congrui ed il processo di cambiamento non è iniziato.
Per arrivare a far questo con la massima precisione, occorre comprendere un principio basico e cardine di tutto il sistema: non si “fa” Ving Tsun. Si “è” Ving Tsun.
Esso deve crescere dentro di noi affinchè i suoi principi possano essere espressi senza regole meccaniche e schematiche.
Nel Ving Tsun l’efficacia spontanea e la reattività del nostro comportamento dovrà essere esplosa con movimenti spontanei. Per questo il suo corretto allenamento avrà lo scopo di rendere naturali i nostri atteggiamenti. Solo così esso cambierà completamente il nostro comportamento ed il nostro modo di pensare e di agire.
Il Ving Tsun Kung Fu è un metodo scientifico di apprendimento e di modellamento.
Esso attua una vera e propria riprogrammazione cinetica del nostro comune modo di agire sotto stress.
La scientificità di questa disciplina sta nel mettere a disposizione gli strumenti necessari di programmazione e modellamento attraverso l’uso corretto della fisiologia e della visualizzazione.
Il Ving Tsun, dunque, interverrà con i propri strumenti sia sulle rappresentazioni mentali che sulla fisiologia utilizzando visualizzazioni, ancoraggi e modellamento.
L’esecuzione dei movimenti nelle forme (fisiologia) dovrà avvenire con la corretta idea del perché stiamo facendo quei movimenti (rappresentazione mentale).
Il sistema mente-corpo è un complesso quanto perfetto circuito attraverso il quale il primo influenza l'altro e viceversa.
Fisiologia ed immagini mentali devono lavorare con logica ed armonica sinergia al fine di centrare la propria congruenza fisico-mentale. Solo così si arriverà a naturalizzare un efficiente comportamento di azione o di risposta alla realtà esterna.
Ecco che le nostre immagini mentali e la nostra fisiologia influenzeranno il nostro comportamento, il quale ci farà porre in essere un certo tipo di azioni che a loro volta influiranno sui nostri risultati.
Prendiamo ad esempio il Tan Sao nella prima forma (Siu Lim Tao). Se facessimo questo movimento con la rappresentazione mentale che esso sia una parata o se lo facessimo con la rappresentazione mentale che stiamo costruendo il nostro pugno avremo due situazioni completamente diverse con un medesimo ed uguale comportamento che scaturirà in un’azione diversa e, di conseguenza, nel raggiungimento di un risultato diverso. La corretta idea deve andare di pari passo con la nostra fisiologia. È per questo che in molti casi il Ving Tsun non funziona. Si allena un movimento con un’immagine mentale non congrua al risultato stesso.
Le forme nel Ving Tsun non sono movimenti standardizzati che simulano un combattimento così come non consistono in applicazioni di tecniche. Sono un’idea. Un principio. Sono un coacervo di rappresentazioni mentali e fisiologiche che hanno lo scopo di naturalizzare un comportamento e condizionare in modo permanente e spontaneo la nostra cinetica. Esse hanno in compito di riprogrammarci.
Il cervello non fa distinzione tra un’esperienza realmente vissuta da una esperienza vividamente immaginata. Per questo le immagini mentali incidono notevolmente su tutti i processi cognitivi e motori. Attribuire un idea sbagliata ad un movimento influenzerà direttamente sul risultato, sia in positivo che in negativo.
Nel Ving Tsun è fondamentale avere la corretta e logica immagine mentale rispetto ai movimenti che si fanno. I risultati dipendono quanto sia connesso e congruo il sistema mente-corpo e, dunque, il collegamento tra immagini mentali e comportamenti.
Se non funziona il Ving Tsun molto probabilmente è perché si è lavorato con un immagine mentale illogica rispetto al movimento ed alla finalità di esso. se accade questo si genererà sicuramente un incogruenza tra immagine mentale e fisiologia con un incidenza negativa sul risultato.
Nel Ving Tsun la corretta congruenza tra immagini mentali e fisiologia deve essere ritrovata innanzitutto nel maestro-guida e fatta propria attraverso quello che in PNL viene definito come Modeling (Modellamento). Il modellamento non è imitare o copiare il comportamento altrui. Posso essere in grado di copiare un movimento o riprodurre meccanicamente una serie di movimenti ma molto probabilmente non sarò in grado di ripeterli in modo efficace all’interno di un combattimento. Il modellamento è la capacità di far proprio un comportamento specifico e naturalizzarlo per poi riprodurlo in modo spontaneo in un infinità di situazioni.
Modellare significa far propria la struttura logica sottesa al movimento e riprodurlo non schematicamente. Il Maestro-guida avrà il compito di dimostrare l’efficacia e la logica del movimento, la sua capacità di ripeterla naturalmente in qualsiasi situazione lo richieda. Egli non dovrà trasferire allo studente la tecnica ma la capacità di naturalizzarla e farla propria. Bruce Lee diceva “non ti sto insegnando nulla. Sto solo aiutandoti ad esplorare te stesso”.
Dunque il modeling è la capacità di rilevare e riprodurre modelli comportamentali raccogliendo contemporaneamente tutte le informazioni relative alla corretta strategia comportamentale messa in atto da un soggetto esterno al fine di ottenere un certo risultato.
È necessario ricercare la logicità della congruenza mente-corpo rispetto al risultato da ottenere. Nel caso del Ving Tsun: la sua efficacia spontanea e precisa in situazioni di forte stress.
Se fate sparring ed uscite fuori da quello che avete visto con le forme significa che state allenando la vostra fisiologia con un’errata rappresentazione mentale. Non siete congrui ed il processo di cambiamento non è iniziato.
lunedì 9 giugno 2014
lunedì 19 maggio 2014
venerdì 16 maggio 2014
partecipazione Festival dell'Oriente
Comunico saremo presenti al Festival dell'Oriente presso la Fiera di Roma nei giorni 30 - 31 Maggio, 01 - 02 Giugno:
30 Maggio: Allenamento aperto a tutti e dimostrazione
31 Maggio: dimostrazione
01 Giugno: dimostrazione
02 Giugno: allenamento aperto a tutti e dimostrazione
saranno comunicati presto tutti i dettagli. Per info www.vingtsunkungfu.it - www.festivaloriente.net
mercoledì 26 marzo 2014
Il Metodo delle Braccia che aderiscono del Ving Tsun. Chi Sao.
Scritto di Bruce Lee - Tratto da “The Tao of Kung Fu. A Study in The Way of Chinese Martial Arts”. Linda Lee Copyright, Tuttle Publishing - Boston USA. Traduzione a cura di Simone Pietrobono
Il chi sao la cosiddetta arte delle mani che aderiscono è un sistema di allenamento unico derivante dallo stile Ving Tsun, scuola cinese merdionale diretta da Mr Yip Man di Hong Kong. (……)
Imparare correttamente il chi sao richiede un esperto istruttore che conduca gradualmente lo studente e gli indichi il corretto, fluido movimento. In mano ad un principiante il chi sao può diventare uno stupido scontro di lotta.
Il chi sao è una pratica di energia fluente durante la quale le nostre braccia aderiscono a quelle del partner dimenticando noi stessi, seguendo i movimenti delle sue braccia e lasciando la nostra mente libera di eseguirli senza predeterminazione.
Non contraendoci adeguiamo i nostri movimenti al suo avanzamento (attacco) senza anticipare od affrettare l’azione ma seguendo il flusso.
L’energia fluisce (verso il partner) attraverso le braccia come acqua che scorre in un tubo flessibile.
Se si apre o si chiude rapidamente l’acqua il tubo sobbalza. Invece la nostra azione dovrà seguire quella del nostro partner senza mai interrompersi, anche per non creare due movimenti distinti nell’attacco e nella difesa. ( qui Bruce fa riferimento a movimenti che vanno eseguiti simultaneamente) (…….)
Nel Ving Tsun il chi sao si pratica sia con un braccio solo che con due braccia. Per acquisire energia fluente (potenza) le braccia devono ruotare in armonia ed in opposizione (scambio di forza) . Chi pratica deve matenere il flusso costante (……) ( qui Lee spiega che il chi sao serve a incrementare energia e dunque potenza; per fare questo i partner che eseguono il chi sao devono farlo scambiando energia o forza in modo armonico, continuo e rilassato.
Nell’attacco (avanzamento del pugno) il chi sao del Ving Tsun viene eseguito con energia diretta e frontale, nella difesa si esegue un arco deviante (bong sao) e movimenti diretti che consentono di penetrare (ad es: pak sao jat sao).(…….)
giovedì 23 gennaio 2014
Lettera di Bruce Lee a Wong Shun Leung
Lettera di Bruce Lee
al suo amico, mentore ed insegnante Wong Shun Leung – ritrascritta in italiano
a cura di Simone Pietrobono.
A Wong shun Leung
11 gennaio 1970
Caro Shun Leung,
è passato molto tempo dall’ultima volta che ti ho scritto. Come
stai? In una lettera dal Canada Alan Shaw mi chiede di prestarti il mio film
8mm. Sono spiacente, ma è andato perso quando ho traslocato. Quella pellicola
era già molto vecchia e la usavo di rado, per questo l’ho smarrita. Mi dispiace.
Adesso ho comprato casa a Bel-Air. Un appezzamento di circa
mezzo acro. Ci sono molti alberi. Sembra di essere in un pascolo. Si trova in
cima a una collina a Beverly Hills. Per di più oltre a mio figlio Brandon ho
avuto una figlia, Shannon che ha sette mesi.
Ti sei risposato? Ti prego saluta le tue sorelle da parte mia.
Di recente ho messo in piedi una compagnia di produzione
cinematografica. Ho anche scritto il soggetto per il film The Silent Flute. James
Coburn ed io vi reciteremo. È uno sceneggiatore famoso (la calda notte dell’ispettore
Tibbs). Progettiamo di fare il primo film sulle arti marziali di Hollywood. L’idea
è buona. La lavorazione avrà inizio tra sei mesi circa. Tutti coloro che
partecipano al mio film sono miei allievi. In futuro anche Steve McQueen potrebbe
lavorare per questo progetto.
Per quanto riguarda le arti marziali continuo a praticarle
quotidianamente. Insegno ai miei allievi ed ai miei amici 2 volte alla
settimana. Non importa se sono pugili occidentali praticanti di Tae Kwon Do o
wrestler insegnerò loro fin quando saranno tranquilli e ben disposti.
Da quando ho cominciato a praticare in modo realistico nel
1966 (protezioni, guantoni ecc.) ho avuto l’impressione che prima avevo molti
pregiudizi ed erano sbagliati. Così ho cambiato nome all’essenza dei miei studi
in Jeet Kune Do.
Jeet Kune Do è solo un nome. La cosa più importante è evitare
di avere pregiudizi nell’allenamento. Naturalmente corro ogni giorno e uso i
miei attrezzi (per pugni, calci, colpi ecc.). Devo quotidianamente alzare le
condizioni base.
Sebbene la teoria della Boxe è importante la pratica lo è
ancora di più.
Ringrazio te ed il Maestro (Yip Man) per avermi insegnato l’arte
del Wing Chun ad Hong Kong. Davvero devo ringraziarti per avermi portato a
camminare su una strada concreta. Specialmente negli Stati Uniti si trovano
pugili occidentali e anche con loro mi alleno spesso. Ci sono molti cosiddetti maestri
del Wing Chun qui, spero veramente che non saranno tanto ciechi da battersi con
quei pugili!
Farei un viaggio ad Hong Kong. Spero che tu abiti ancora
nello stesso posto. Siamo amici intimi, abbiamo bisogno di vederci più spesso e
parlare dei vecchi tempi. Sarà molto divertente non credi? Quando vedi il
maestro Yip, per favore, portagli i miei saluti.
Che la felicità ti accompagni,
Bruce
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