venerdì 15 novembre 2013

considerazioni sulle forme a mani nude

Alcune mie considerazioni 

sulle forme a mani nude del Ving Tsun

Di Enrico Ferretti
Il famoso attore e praticante marziale Bruce Lee sosteneva che le forme delle arti marziali classiche fossero inutili, poiché propongono soluzioni fisse a casi ideali che in un evento dinamico e con possibilità infinite come il combattimento non si riproporranno mai. A parer mio il “piccolo drago” aveva ragione.
Fortunatamente le forme del VT non consistono in una sequenza di tecniche o applicazioni, ma il loro scopo è mostrare dei concetti, far acquisire corrette abitudini (automatismi) o sviluppare delle qualità.
In una parola le forme del Ving Tsun sono “astratte”.
E non potrebbe essere altrimenti per un’arte marziale che ha tra le sue basi fondanti quella di essere basata su “principi” e le cui tecniche sono solo una conseguenza dell’applicazione di detti principi. Onde non spiazzare troppo i novizi (che potrebbero essere confusi da un approccio completamente concettuale) si usa mostrare qualche possibile applicazione di singoli o più movimenti, ma restare attaccati all'esempio denota solo mancanza di progressione nell'apprendimento del VT.

Viste le premesse elemento assolutamente irrinunciabile per utilizzare le forme nel proprio addestramento è il sapere dettagliatamente tutti i “perché” delle stesse.
Ad esempio: perché nella prima forma non mi muovo? Perché tengo i piedi con le punte rivolte verso l'interno? Perché il gomito va verso il centro? Perché Tan/Fok/Bong/Jam/ecc. Sao? Perché il Wu Sao torna indietro? Perché c'è una parte lenta nella prima forma? Perché nella seconda forma le braccia vanno raccolte parallele davanti al petto? perché ruoto di 180° e non di.. 150°, ad esempio? Perché una cosa si esegue in un certo modo? Cosa succede se cambio o modifico questo o quello? Ecc. ecc. ecc.
Sapere fin nei minimi dettagli e fin da subito, fin dalla prima volta in cui prendo contatto con la forma, tutti i perché e per come di quello che vado a fare, gli errori da evitare, ecc. è l'unico modo per fare in modo che le forme diano i loro frutti e per poter applicare l'autocorrezione.

Ma perché usare le forme? Non potremmo sviluppare abitudini, qualità e apprendere i concetti in modo corretto senza le forme? Teoricamente potremmo, ma con
molta più difficoltà e in molto più tempo. La capacità di usare il corpo in un dato modo (“intelligenza corporea”) richiede la comparazione e la ripetizione continuata di modelli. Ecco dunque che per assimilare il modello che vogliamo “caricare nel nostro hard disk” è necessario ripeterlo costantemente mantenendo gli stessi parametri. Quindi le forme nascono come sequenze “ideali” in cui il movimento, l'azione o il concetto sono eseguiti nelmodo migliore per lo scopo che ci prefiggiamo, così che il corpo li acquisisca in maniera corretta. Ovviamente questo processo richiede tempo, soprattutto quando occorre affiancare o sostituire modelli ormai consolidati. Considerando l'innaturalezza congenitadelle tecniche e della strategia del VT (uso dei gomiti, della linea retta, di entrambe le braccia coordinate tra loro e con gli spostamenti, ecc.) si capisce come questo aspetto diventi fondamentale.
Ma il corpo impara a fare qualcosa anche in base alla specificità dei parametri che gli si forniscono. Sotto questo punto di vista le forme si risolvono in una serie di movimenti fatti a vuoto: in concreto stiamo solo muovendo l'aria... . Quindi per far in modo che le qualità apprese siano funzionali, siano potenziate, migliorate ed applicabili è indispensabile che alle forme sia accostato un qualche tipo di feedback fisico, materiale. Ecco dunque che esse vanno abbinate all'uso dell'uomo di legno e agli esercizi con il partner (Chi Sao, Lap Sao, Gow Sao, esercizi Lat Sao Jik Chung, ecc.). Questi strumenti dell'addestramento VT rappresentano la parte tangibile delle forme, senza questi esse rimangono lettera morta, un qualcosa che risiede solo nella “testa” del praticante ma non nelle sue “braccia”.

In un contesto dinamico e stressante come il combattimento, ovviamente, si perderanno molte delle impostazioni ideali apprese, si commetteranno errori (overshooting, sbilanciamenti, posizionamenti errati, timing errato, ecc.) o non si avrà la possibilità di usarle (situazione ambientale, opportunità, avversario...) ma il se il corpo avrà assimilato le caratteristiche che le forme vogliono fornirgli avrà la naturale tendenza a usare,recuperare adattare le qualità e i modelli appresi in funzione della situazione: usare il VT sarà cioè diventato un'abitudine inconscia ed immediata. Le forme dunque ci forniscono solo gli “attrezzi” per fare il lavoro, ma sta a noi scegliere quale sia quello giusto, come e quando usarlo in base alla situazione che affrontiamo. Infatti non solo ciò che utilizziamo in concreto è quasi sempre differente dai movimenti della forma che ne sviluppa il concetto fondate, ma l'azione è costituita spesso da più “parti” delle tre forme “mischiate” insieme ed adattate alla situazione concreta.
Tutto questo sempre se la forma sia intesa nel senso multidimensionale di insieme di principi e non in quello monodimensionale di applicazione di una tecnica. Cristallizzare ogni movimento in una risposta standard ad una data situazione non solo è contrario ai principi della disciplina, ma renderà il praticante incapace di adattarsi e di usarla in ogni situazione, così facendo il VT sarà diventato un limite e non un modo più efficace di usare il corpo per combattere.
Una volta sviluppate le qualità allenate dalle forme, completate e affinate con il lavoro con il partner e l'uomo di legno, potenziate ed implementate con l'utilizzo degli altri strumenti del VT (sacco a muro, sacco appeso, colpitori, speed ball, armi, ecc.) non resta che testare il tutto nel contesto non collaborativo con drills in opposizione e i vari tipi di sparring ( con limitazioni, condizionato, libero, ecc.) in modo da introdurre il fattore stress (fisico e psicologico) e l'imprevedibilità dell'avversario e delle situazioni. Sotto pressione emergeranno errori e lacune, così il praticante saprà cosa deve migliorare (es.: timing, struttura, overshooting, coordinazione, ecc.) e quali strumenti usare (es.: quale forma, quale drill, quale sezione/esercizio all'uomo di legno, ecc.) per correggere il suo difetto e migliorare. E' questo che intendiamo dicendo che il VT è un sistema che riduce gli “errori” che si possono commettere in combattimento.
Questo dimostra ancora una volta come il VT sia un sistema che, pur formato da diverse parti, ha senso solo quando si allenano tutti gli elementi che lo compongono, in quanto questi tutti insieme, lavorando sinergicamente, creano il pugilatore VT.
Lasciare fuori qualcosa, anticipare troppo o all'opposto ritardare in modo smodato l'uso di uno qualsiasi degli strumenti del VT significa impedire al praticante, nel migliore dei casi, di arrivare al suo massimo potenziale o, nel peggiore dei casi, di raggiungere qualcosa di utilizzabile.

Le tre forme a mani nude del Ving Tsun sono:

Siu Lim/Lin Tao (SLT): Punti centrali della prima forma sono l’uso del gomito e la correttapostura/struttura del corpo. Nella SLT si deve ri-imparare a ad usare il proprio corpo e gli arti nella maniera più efficiente ed efficace nonché interiorizzare i concetti fondamentali della disciplina. Si tratta di un lavoro di propriocezione in cui si usa il proprio corpo come riferimento; l'avversario, il combattimento e quant'altro sono per il momento accantonati: lo “sguardo” del praticante è rivolto su se stesso. Per facilitare questo processo, non ci sono spostamenti (prima occorre imparare a stare in piedi “in struttura”, poi ci si potrà muovere usando “la struttura”) e si usa un braccio alla volta o entrambi che fanno lo stesso movimento, in modo speculare, per facilitare la coordinazione e focalizzarsi su quello che si sta facendo. SLT inoltre corregge la posizione dei piedi pere supportare il pugno (posizione “Yee Gee Kim Yum Ma”), introduce l'idea della “linea centrale”, delfronteggiare l’avversario ( Ching Ying: stare “squadrati” senza porre un lato del corpo più in avanti rispetto all’altro), enfatizza equilibrio, economia del movimento, rilassatezza, uso della gravità, fornisce il primo approccio all'esecuzione delle tecniche (in rapporto al gomito e al proprio corpo) e al posizionamento ideale e automatico di braccia e gomiti, fornisce i primi elementi per evitare l'overshooting.


Chum Kiu: Nella seconda forma si presume che ormai il praticante abbia coscienza e sappia usare il gomito e la struttura (grazie anche agli esercizi abbinati alla prima forma: Dan Chi, Poon Sao, Toi Ma-Seung Ma, ecc.) quindi lo “sguardo” si sposta da noi verso l'esterno, verso l'ambiente e l'avversario. A questo punto le braccia lavorano in modo indipendente e coordinato tra loro e con il resto del corpo. Sono introdotti l’uso del terreno per generare forza e per muoversi (spostamenti) nonché i calci. Chum Kiu sviluppa lavelocità di rotazione delle anche e del gomito, l' uso corretto del Bong-Wu Sao, la gestione dell'asse verticale del corpo. Illustra e allena i principi del “tagliare la via” all’avversario. “recuperare il centro” e “cercare la via più breve per il bersaglio”. Addestra/potenzia/migliora il timing, la coordinazione generale, l'equilibrio dinamico, la sincronia, il posizionamento corretto delle braccia sulle tecniche di apertura (Pak, Jut, Bong, ecc.), ad usare il corpo come una “unità” (unificazione del corpo), a cercare/mantenere/recuperare la giusta distanza e posizione per colpire l’avversario, corregge l'overshooting in modo dinamico.

Chum Kiu NON addestra a cercare il contatto con gli arti dell’avversario o a rimanergli attaccati (errore del “cacciare le mani”): l'unica cosa che cerca un pugilatore VT è quella piazzare i suoi colpi su un bersaglio pagante (Wong Shun Leung stesso è stato più volte chiaro e netto su questo punto).

Una volta presa una buona confidenza con la seconda forma è assolutamente necessario sia introdotto l'uomo di legno nell'addestramento: l'uno aiuta a capire e migliorare l'altro e a sviluppare le qualità sopra citate.

Biu Ji : la terza forma rompe gli schemi, viola le “regole” dettate dalle prime due; in effetti potrebbe sembrare una forma di un altro stile. In Biu Ji si incrociano le braccia, si piega la schiena, si “cercano” le braccia avversarie, le mani “lanciano” il corpo e non viceversa, si ipotizza di poter afferrare l'avversario, ecc. Tutto ciò perché Biu Ji addestra a reagire quando le cose non vanno come si vorrebbe, quando ci si trova in situazioni particolari e/o svantaggiose (feriti, a terra, contro un muro, avversario più grande/forte/veloce, più avversari, braccia bloccate, ecc.…) o quando si commettono errori e devo cercare di recuperare una posizione vantaggiosa: in sostanza quando non posso usare efficacemente il VT “normale”. Anche questa forma, tuttavia, non propone “tecniche”, ma illustra concetti e “suggerimenti tattici” da usare in caso di emergenza per recuperare errori e tornare a combattere o per limitare i danni (anche fuggendo).

Il fatto che esista addirittura una forma in cui praticamente si dice che non sempre il VT può funzionare, che in combattimento si può finire in situazioni imprevedibili e svantaggiose, che occorre uscire dagli schemi, che a volte è meglio sapere come farsi strada per sfuggire allo scontro e scappare dimostra ancora una volta quanto coloro che hanno creato, sviluppato e tramandato il VT fossero persone estremamente intelligenti e consapevoli della realtà del combattimento.


venerdì 15 febbraio 2013

PHILIPP BAYER SEMINARIO ROMA 2013

Sabato 23 - Domenica 24 marzo 2013 seminario di Philipp Bayer a Roma
presso Sporting Village Roma via Polia 44 
per info: Simone 347.0569449
email vtkfroma@gmail.com

VIDEO SEMINARIO ROMA PHILIPP BAYER

sabato 10 novembre 2012

Pilipp Bayer a Roma


Per la prima volta Philipp Bayer terrà un seminario a Roma!

sabato 30 novembre 2012 dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00 

domenica 01 dicembre 2012 dalle 10:00 alle 13:00

Seminario di Ving Tsun lineage Ip Man - Wong Shun Leung - Philipp Bayer 

N.B. Data l'importanza e la rilevanza dell'evento e l'interesse generale dimostrato da molti praticanti di tutti i lineage a qualsiasi livello vi prego di confermare anticipatamente la partecipazione.

Info: cell: 347.0569449 e-mail: vtkfroma@gmail.com


mercoledì 3 ottobre 2012

Fraintendimenti nel Ving Tsun



[Trad. dal tedesco in inglese di Bjorn Austraat - Trad. in italiano di Stefano Lena]

La sezione "Fraintendimenti nel Ving Tsun” in ogni forma di Ving Tsun Kung Fu sarà un forum in cui discutere argomenti e principi che sono comunemente fraintesi ed hanno un impatto negativo sullo stile in genere. La frequente mancanza di un pensiero realistico e pragmatico rendono inutili tecniche che sarebbero invece efficaci. Il mio insegnamento nei seminari ho evidenziato in modo esplicito la semplicità del nostro stile. Questa semplicità ha reso possibile il fatto che il Ving Tsun si sia dimostrato uno dei più efficaci stili di combattimento nel mondo del kung fu cinese.

L'immaginazione a briglia sciolta è il più grosso nemico del Ving Tsun.
Può condurci nella terra del "tutto è possibile" e questo fino ad un livello visto solo finora in altri stili. Uno dei modi migliori per giudicare la qualità del Ving Tsun è il grado di adesione ai suoi principi fondamentali. Uno di questi è il principio della linea centrale.

La maggior parte del bersagli primari - ugualmente importanti da attaccare e difendere - si trovano vicini alla linea centrale.
Tutti gli esercizi del Ving Tsun enfatizzano l'attacco e la difesa simultanea in ogni azione. Il pugno sulla linea centrale, per esempio, attacca e protegge simultaneamente la linea centrale, poichè ogni azione deve protegge la propria testa.

Il tipo di attacco frontale che è tipico del Ving Tsun non solo fornisce protezione all'attaccante ma pareggia anche la portata e l'impatto di entrambe le braccia.
Ciò è in contrasto con elaborate manovre di rotazione del corpo che comportano instabilità e perdita di potenza.
Nel Ving Tsun giriamo solo per deviare un attacco, guadagnare terreno verso l'avversario o semplicemente per dirigerci verso eventuali altri avversari.

Uno dei più grossi errori in questo contesto è di pensare di poter sfuggire ad attacchi seri semplicemente "spostandosi dalla traiettoria" e lasciando che l'avversario ci passi oltre. Cosa che viene spesso dimostrata in modo aggraziato e con un certo orgoglio.
Certo che funziona, ma solo se chi mi attacca non è particolarmente sveglio, non vuole colpirmi davvero o mi attacca con un solo singolo pugno.
Come ho avuto modo di dire già molte volte, il combattente di Ving Tsun non sottovaluta mai il suo avversario.
Proprio all'opposto contrario, egli deve sempre pensare che l'altro combattente sia sempre nella condizione di difendersi e partire con un altro attacco. Non dovremmo mai pensare al nostro avversario come ad un toro che carica alla cieca.
Ovviamente, sembra fantastico: uno tira un pugno a piena velocità verso il braccio completamente esteso dell'avversario, l'impatto trasforma il braccio di questo in un Bong Sau mentre ruota su un lato e sposta il peso sulla gamba arretrata.
L'attaccante è incapace di reagire e finisce oltre il bersaglio.
Suona bene e praticamente "si vende" da solo!
Purtroppo, funziona solo nelle dimostrazioni pre-concordate e solo se l'avversario è non solo molto forte ma anche eccezionalmente stupido.
Ecco invece uno scenario più realistico: il mio avversario pensa che sicuramente mi sconfiggerà (dal momento che ha deciso di attaccarmi) e naturalmente vuole andare a segno.
Con una serie di pugni diretti precisamente a deformarmi la testa, e non il braccio, lancia il primo attacco quando è abbastanza vicino .Il fatto che trova il mio braccio steso in mezzo non gli frega poi tanto. La sua scarica di pugni mi fa girare mentre cerco di schivare.
L'energia del suo attacco mi ha fatto ruotare, ma le leggi della fisica elementare dicono che non sarò in grado di muovere il corpo tanto velocemente quanto le braccia del mio avversario. Girare fuori traiettoria non solo renderà il mio pugno inefficace, ma impatterà anche negativamente sul mio equilibrio a causa del movimento all'indietro.
L'avversario, che non sta ad aspettare la mia mossa successiva, ha già modificato la sua linea di attacco verso la mia nuova posizione, e attacca.
Tutto questo mi ha portato in una posizione sicuramente peggiore di quella in cui ero prima di iniziare a girare.
Provo a muovermi disperatamente nell'altra direzione, girando ancora, ma ovviamente il mio avversario tira pugni più velocemente di quanto io possa ruotare.
Lui ha guadagnato un bel pò di spazio ed è già pronto a tirare il prossimo pugno, mentre le mie "rapide" mosse evasive e le risultanti forze centrifughe mi stanno sbilanciando.
Le mie stesse mosse difensive non sono supportate da una struttura solida e diventano quindi inefficaci.
L'analisi di questo ipotetico scenario mostra che spostare la propria linea centrale, girando verso l'esterno da una parte, non intacca minimamente l'attacco dell'avversario.
Diversamente dai partner collaborativi nelle dimostrazioni, non giocherà il ruolo del toro che carica alla cieca.
Come visto, tutto quello che deve fare è aggiustare la linea di fuoco.
Allo stesso tempo, ha guadagnato un bel po’ di spazio e il suo movimento in avanti ha aggiunto forza ai suoi pugni, mentre le mie piroette tolgono forza alle mie reazioni. Spostare il peso sulla gamba dietro rende inoltre difficile muovermi in modo corretto.
Questo mio spostamento significativo del centro di gravità implica uno spostamento del peso del corpo che concede alto spazio all'avversario e rende la mia posizione ancora più instabile. Tutto è pronto per il disastro. La mia ultima mossa è di girare ancora, stavolta direttamente verso il pugno dell'avversario - Fine del gioco.
Ci sono molte ragioni per cui spostare la tua linea centrale avanti e indietro come descritto non ha senso. Non migliora, ed anzi peggiora, la tua posizione per il resto dello scontro. Significa che non solo devi combattere contro l'avversario, ma anche contro la tua stessa mancanza di stabilità. Giusto per dirlo, i pugili imparano dall'inizio ad inseguire e riorientarsi verso l'avversario.

Praticando con intelligenza ci prepariamo per la realtà, cioè che anche il nostro avversario non vuole essere colpito e tenterà di schivare i nostri colpi e di portarsi in una posizione migliore. Usando abili tecniche di pressing proviamo a guadagnare terreno sul nostro partner di allenamento riducendo le sue possibilità di contrattaccare.
Questo approccio è parte del Ving Tsun e viene introdotto nella seconda forma, Chum Kiu.
E' anche fra le prime cose che ogni studente di Ving Tsun sperimenta nel Chi Sao.
In 13 anni di Ving Tsun posso dire di aver notato che molti stili di Ving Tsun mostrano significative difficoltà nel confronto con altre arti marziali.
Ci sono praticanti di Ving Tsun arroganti che mimano "lo stupido karateka" che attacca nella posizione bassa, tipica dei kata, o che resta con i gioielli di famiglia esposti mentre esegue un calcio alto. Salvo poi essere proprio questi "stupidi karateki" con i loro ganci e sventole a far perdere l'equilibrio al Ving Tsun di questi praticanti arroganti.

Pur considerando il Ving Tsun efficace e pericoloso, anche il difendersi da attacchi del loro stesso sistema - strano a dirsi - non sembra mai un problema. Ogni pugno è messo perfettamente in posa e viene deviato senza sforzo. Dopo tutti questi anni di sviluppo del Ving Tsun in generale, le sventole creano ancora più problemi che mai.
La quantità di rotazioni e giri ti faranno girare la testa! Un calcio alla testa o un calcio basso alla tibia e tutto va in frantumo. Suona quantomeno bizzarro che stili di combattimento definiti "illogici", qualche volta chiamati in modo svilente "sport", siano in grado di mandare a gambe all'aria il mondo del Ving Tsun così facilmente. 
Questo è il motivo per cui sono stati fatti molti tentativi di importare principi di altri stili nel Ving Tsun. Avere grosse lacune di base sul proprio sistema portano a cambiare di continuo le forme, applicare logiche diverse ad ogni tecnica e modificare i principi fondamentali alla bisogna.
In conclusione, tutto questo fornisce un fertile terreno di coltura per l'offuscamento della realtà, dato che le risposte a eventuali domande intelligenti le spiegazioni di tecniche senza senso possono semplicemente essere etichettate come "segreti".

Philipp Bayer

lunedì 10 settembre 2012

Intervista a Yeun Yim Keung allievi di Wong Shun Leung


Intervista a YuenYimKeung
Di John Smith
Traduzione: Enrico Ferretti

Dopo la prematura scomparsa del grande maestro WongShunLeung è rimasto un grande vuoto, poiché la guida della figura paterna non era più qui. Di recente c'era un'aria di tristezza che mi colpì mentre camminavo nella sede “VingTsunameteuratheleticassociation”situata  nel quartiere conosciutocome Prince Edward in Hong Kong. Uno dei tanti che sta cercando di colmare questo vuoto è uno degli studenti più anziani di SifuWongShunLeung,  il suo nome è YuenYimKeung.

YuenYimKeung è stato uno dei combattenti più dotati Wong, ha imparato nel modo più duro e lungo, tanto che ha trascorso più di otto anni nell'apprendere le JaamBaat Do (la famosa forma con i coltelli del VingTsun). Questo per gettare delle solide basi nella sua mente.
Lui è un insegnante molto articolato, dona la massima attenzione ai suoi allievi, sotto forma di consigli e correzioni tecniche.
Questa è un’occhiataalla prospettiva di un uomo su come il VingTsun dovrebbe essere praticato.

John Smith Come ti sei trovato coinvolto nel VingTsun?

YuenYimKeung Inizialmente, ero una cintura nera secondo Dan di GojuKai. Alla scuola notturna , il mio insegnante di inglese, che conosceva la mia passione per le arti marziali, mi presentò ad un amico di un amico che era uno studente senior di LeungSheung (che per inciso era il primo studente di Yip Man in Hong Kong). Questo signore notò che il mio lavoro di gambe era buono, ma le mie tecniche di braccia avevano bisogno di molta attenzione. In un primo momento,  volevoimparare VingTsun da lui, ma mi disse che sarebbe stato meglio per me essere istruito  da un insegnante / combattente di gran lunga migliore chiamato WongShunLeung. A quel tempo, WongShunLeung non voleva accettare persone che avessero praticato un’altra Arte Marziale prima del VT, ma dopo intense trattative Wong cedette e io divenni suo allievo.

John SmithQuanti anni fa accadde questo, e chi erano i tuoiSihing (anziani)?

YuenKeungYim Ho iniziato ad allenarmi nel 1970. Lam Man Hog​​(Gary Lam)che ora insegna negli Stati Uniti d'America e CheukHingChuen, che era lo studente migliore secondo il Maestro WongShunLeung. CheukHingChuenè ormai diventato un monaco buddista e non insegna più a causa delle sue credenze religiose.

John SmithCom’era l’allenamento in quel primo periodo?

YuenYimKeung L'insegnamento era molto lento, ma era preso molto più
seriamente di quanto lo sia al giorno d'oggi. Siu Nim Tau (la forma della giovane idea), che è la prima forma di VingTsun da imparare, l’ho imparata completamente in circa due mesi. Le basi erano esercitate moltoinizialmente. WongShunLeungusava dare maggiore attenzione agli studenti che erano soliti combattere. Questi quindiprendevano il loro combattere  più seriamente e perciògli si insegnava di più.
John Smith è noto da tempo che Wong è stato un combattente eccellente
ed era solitoassaporare la possibilità di dimostrare le sue abilità neiBeimo (combattimenti sfida), dove non è mai stato battuto. Ma,  da come ho capito,era solito incoraggiare i suoi studenti a fare la stessa cosa. Che tipo di preparazione era effettuata prima combattimenti  del genere?

YuenYimKeung Nessuna . Poiché questi combattimenti erano fatti completamente al momento. Tutti questi combattimenti  erano illegali e se la polizia li avesse scoperti  saremmo stati in un bel guaio.

John Smith Quali erano le regole di questi incontri?

YuenYimKeungC’erano treround da due minuti con un
minuto di riposo in mezzo. Il ring era di cinquemetri di diametro, ed era disegnato con il gesso, e di conseguenza se l'avversario fosse andato fuori dal ring più di tre volte sarebbe stato dichiarato sconfitto. Erano proibiti attacchi agli occhi, gola o inguine, ma tutto il resto poteva essere usato. Anche se ci fosse stata eccessiva perdita di sangue il combattente ferito sarebbe stato dichiarato perdente.

John Smith Quanti di questi incontri hai sostenuto?

YuenYimKeungPiù di quantine possa ricordare. In realtà, WongShunLeungha finito per smettere con questi incontri organizzatiquando i suoi studenti hanno iniziato a sconfiggere non solo gli altri stili di Kung Fu, ma anche gli altri studenti di WingChunal di fuori della famiglia WongShunLeung.

John Smith è noto che non sei stato solo un magnifico combattente nelle sfide, ma che hai avuto anche molto successo nell’ambito della kick boxing.

YuenYimKeung In realtà, l'unica sconfitta che io abbia mai subito è stata in Giappone, c’era stato un invito dal Giappone per due combattenti provenienti dalla Thailandia, tre degli Stati Uniti d'America e due da Hong Kong. I combattenti provenienti da Hong Kong erano CheukHingCheun e me. Tutti questi erano i migliori combattenti che il loro paese potesse fornire all’epoca. La mia sconfittasi è verificata nell'ultimo round, ero davvero in vantaggio ai punti e il mio avversario improvvisamente mi ha rotto il braccio. Questo fu il mio ultimo incontro.

John SmithQuali consideri i maggiori vantaggi del VingTsun di WongShunLeung?

YuenYimKeung Ovviamente  io sono di parte nei confronti del mio Sifu (insegnante), ma era molto logico e sistematico nel suo approccio e ha sempre e solo insegnato le vere applicazioni di combattimento. Il motivo per cui VingTsun è diventato così famoso a Hong Kong è a causa di WongShunLeung. Ha sostenuto più di sessanta combattimenti- sfida e non è mai stato sconfitto.

John SmithQuali consideri siano i fondamentali più importanti nel VingTsun?
YuenYimKeung essere sistematico, praticare tutte le forme a fondo e capire veramente cosa si sta effettivamente facendo quando si applicano questi concettinel combattimento reale.  Ho ereditato questo dal mio Sifu, WongShunLeung.

John Smith Quali sono le tue idee su Siu Nim Tau (la prima forma di VingTsun)?

YuenYimKeung è la forma più importante diVingTsun e se non viene capita bene allora non otterrai mai la perfezione. Un sacco di gente pensa BiuJisia la più importante, ma in realtà non lo è, è solo molto utilizzata in caso di emergenza, quando le cose non sono andate secondo i piani edeve essere presa una qualche forma di azione alternativa. Se BiuJifosse così importante, seguendo il pensiero di queste persone, allora dovrebbe  essere insegnata per prima.

John SmithIn che modo la seconda forma, Cham Kiu (cercare il ponte), differisce dalla prima?

YuenYimKeung In Siu Nim Tau che è come imparare l'ABC. Qui siamo
introdotti ai movimenti base del braccio, concetti e teorie. Cham Kiupone questi movimenti di base in un’ azione completa, soprattutto quandoè coinvolto il movimento. Sepratichi soloSiu Nim Tau, anche per più di dieci anni,non diventerai mai un vero combattente. E 'solo con l'aggiunta di Cham Kiu, che migliora tutti gli aspetti del movimento, insieme al Chi Sau e alLaapSau  che potrai diventarlo.

John Smith Qual è l'importanza del Chi Sau?

YuenYimKeung è quello che allena le azioni istintive. Se si deve usare la coordinazione mano-occhio tutto sarà molto più lento. Ogni volta che c'è uno scontro tra le braccia il Chi Sau automaticamente prendere il sopravvento. Il Chi Sau promuove un’azione inconscia, dove le braccia trovano il punto debole nell’attacco dell'avversario e quando c'è un'apertura spingono immediatamentein avanti. Il Chi Sau è la pietra angolare delVingTsun, è ciò che rende VingTsun diverso dagli altri stili.

NOTA: YuenYimKeung (Tommy Yuen) è deceduto nel 2010

lunedì 2 luglio 2012

Allenamento col bastone lungo


Articolo di Philipp Bayer

Come ho già notato, sembrano esserci differenti opinioni su quando il bastone deve essere introdotto o può essere introdotto. Qualcuno pensa anche che sia completamente inutile e in Norimberga uno ha fatto riferimento alla scherma occidentale. Altri sembrano sapere tutto e dichiarano che in Hong Kong era insegnato verso la fine dello sviluppo dello studente.

Quando il mio insegnante venne in Germania per la seconda volta nel 1986, insegnò ad alcuni dei mie studenti i primi passi nell’allenamento del bastone, come dimostrato dalle foto. Queste vennero scattate nel Maggio del 1986 presso il memoriale in Altena-Westfalia. La maggior parte di loro si erano allenati con me per uno o due anni. Io stesso conoscevo Sifu Wong da tre anni!

Le ragioni per le quali ci insegnò il palo così presto erano molteplici: primo, lui pensava che il bastone fosse difficile da controllare e richiedeva molta pratica e un lungo periodo di tempo per influenzare lo sviluppo del VT nel suo complesso. Secondo, la maggior parte dei praticanti inizia con il bastone allo zenith delle loro capacità, così facendo rimane loro solo poco tempo per ottenere i benefici di questo tipo di allenamento.

Essere capaci di trarre vantaggio da un’apertura è fondamentale nel sistema. Se uno non è capace di farlo, tutta la potenza del pugno e lo spirito guerriero saranno obsoleti.
L’allenamento col bastone, soprattutto nella posizione bassa, contribuisce enormemente ad aumentare la velocità iniziale e a velocizzare il footwork.

Un’altra importante abilità, sviluppata attraverso vari esercizi col bastone, è la potenza del corpo unificato. Senza di questa i pugni sono meccanici e la loro potenza deriva dal diametro delle braccia del praticante. Anche colui che ha praticato per 15 anni il “Ving Tsun del braccio” sembrerà un principiante quando inizierà questo esercizio. Sfortunatamente ora sarà 15 anni più vecchio e il suo VT avrà perso 15 anni di influenze essenziali.
Un altro punto importante è il fatto che l’allenamento al bastone non solo aumenta la potenza del pugno, ma anche la sua precisione, che significa concentrare la massima forza su di una piccola area di impatto. Maggiori informazioni su tale argomento saranno presenti sul mio libro che includerà alcuni insegnamenti di Wong Shun Leung sulle armi, qualcuno scritto a mano da lui e tradotto.

Per mia esperienza personale posso dire che ci sono alcuni studenti che possono maneggiare il bastone correttamente senza alcuna altra conoscenza, persino senza conoscere Siu Lim Tao. Ce ne sono altri che dopo cinque anni di duro allenamento non possono fare lo stesso. Dovrebbe per questo l’insegnante tenere il bastone lontano dalle persone più dotate e posporlo per altri cinque anni?
Chi terrebbe lontano i pastelli dal bambino che ha dimostrato intuitivamente di eccellere nel dipingere, solo perché è troppo presto per farlo? Si vorrebbe bandire un alunno di terza dalla scuola, solo perché le sue abilità sono già da sesta e anche più avanti degli altri?
No! Se uno ha giusto un po’ di cervello, dovrebbe pensare di aumentare ulteriormente le loro capacità attraverso percorsi specifici.
Nel Kung Fu e specialmente nel Ving Tsun, dove si enfatizza uno sviluppo olistico del corpo, è ancora più importante iniziare nei primi anni per ottenere un risultato finale decente. Ma se questo sviluppo è bloccato, rinviato o ostacolato del tutto è discutibile che sia raggiunto qualche risultato, con la possibilità che gli ormai “stagionati” studenti avanzati non siano più in grado di sollevare il bastone.